Questa pagina è stata aggiornata 10/06/2011 22:33:51  Brochure Catalogo

Il Colorismo - La Rinascita dell'Ismo 

Dio sconosciuto

 Gruppo di Artisti che si prefigge di aderire al "manifesto pittorico" cui diede vita Marco Josto Agus, un anno dopo la tragedia delle Torri Gemelle, con "Colorismo...", e del quale si riporta la parte finale:
"...Troppe volte l’aereo killer ha sorvolato le torri, troppe volte uomini e pietre sono crollati davanti ai nostri occhi, per rivedere su carta le stesse immagini.
Da questo stato di cose, da questa possibilità di tutto ricavabile dal niente, non si è giunti a nessuna conclusione, niente dal nulla è stato ricavato, niente si è prodotto.
La rinascita dell’ismo è inevitabile. Considerare il crollo della civiltà industriale come la base dalla quale far risorgere qualsiasi tipo di attività, è una condizione senza la quale nessun tipo di argomentazione diviene possibile.
Dalle macerie risorge la luce, ma dopo questa tragedia, le lampade degli animi si sono definitivamente spente, o la loro luce è talmente fioca da illuminare il ricordo, solamente. La rinascita dell’ismo avviene dopo una lunga analisi, di quanto sinora dipinto, e si propone come il primo movimento programmatico dall’anno zero, l’anno della fine e della distruzione. Il colorismo parte dal presupposto che la pittura sia la chiave di salvezza per l’annullamento del ricordo e della memoria storica, e che senza la sua capacità distensiva e purificatrice, l’animo umano pecchi di attivismo e forza cieca.  Per la prima volta si ha la possibilità di ricostruire un linguaggio pittorico partendo da zero, di rifondarne le leggi ed i canoni, senza dover rendere conto ( non troppo almeno) alle realtà artistiche del passato.
Il colorismo parte dal presupposto che il colore, inteso come massa dipinta, sia l’elemento dominante dell’opera, senza il quale, prima ancora della forma, la parola pittura non trova il suo completo significato.
Il colore come parte dominante del dipinto, colore steso con il pennello o la spatola, rispettando, gestualmente parlando, la maestria pittorica dei grandi artisti del passato.Il fare pittorico, inteso come mestiere artigianale, è l’elemento dominante, non più performances strutturali o eventi mediatici, ma, nel rispetto della tradizione una pittura basata sul colore violento o tonale, densa o diluita in giochi chiaroscurali, un bel dipingere insomma alla maniera impressionista o barocca.
Con questa opera intitolata Nuit, intendo aprire il mio manifesto di propaganda pittorica, una tela dove il colore domina la scena i blu oltremare ed i neri tingono di lutto la notte della rinascita, dove la luce della civiltà risorge, come la pittura, dalle macerie della tragedia.
Il paesaggio torna rurale, la terra chiama i suoi figli alla coltivazione ed al lavoro, i campi arati segnano il ritorno all’antico, al mestiere manuale, alla rinascita da zero".

Marco Josto Agus,Avezzano novembre 2002

su tiscali: http://marcojostoagus_arte.blog.tiscali.it/

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